12 commenti su “LIBBERU

  1. La lingua, in particolare i dialetti (tanto vituperati da alcuni e che stanno declinando, ahimè, nell’oblio) sono la nostra identità, costituiscono la nostra appartenenza (va beh, io li amo, li coltivo, son di parte, lo confesso)
    Libro e libero derivano entrambi dal latino liber, (forse da lì, il doppio significato nella tua bellissima lingua) quindi non è solo una curiosità linguistica a mio avviso, quanto quel che tu scrivevi circa il sapere.
    Per assonanza mi viene in mente la critica che si fa alla società italiana, che tu ben sintetizzi, ossia che legge poco e scrive tanto. Credo che questo tuo post ben si coniuga con il mio sul silenzio: parliamo troppo e ascoltiamo poco. Non vedi anche tu un parallelo??
    Per fortuna, poi, ci sono le bimbe che leggono Calvino e questo tinge di speranza il domani…
    Ciao Anna, un abbraccio

    • e si che vedo un parallelo … molto intimo per la verità
      comunque abbiamo bisogno di comunicare di sentirci parte di qualcosa di collettivo, di protettivo e sostenitivo quale è la comunità

      e se non sappiamo ascoltare (leggere come più sofisticata, o forse più semplice perchè mediata, ricerca dell’altro) la comunicazione la lanciamo come sonar … sperando di ricevere almeno un eco di ritorno e “riconoscerci” … e quindi più urla, più parole … più ami verbali per avvicinare quell’altro che non sappiamo più ascoltare con orecchie ed occhi
      almeno così mi pare e così che intendevi?

      si vero, la matrice sarda è quella latina che hai indicato, molta parte della lingua campidanese che è la variante sarda che conosco meglio origina dal latino e forse azzardo, non avendo competenze al riguardo, forse date le successioni di dominazioni subite qui dai sardi … la libertà era associata nel convincimento sociale alla conoscenza e traslando a quella letta

      buona domenica carissima Francesca

      • “e se non sappiamo ascoltare (leggere come più sofisticata, o forse più semplice perchè mediata, ricerca dell’altro) la comunicazione la lanciamo come sonar … sperando di ricevere almeno un eco di ritorno e “riconoscerci” … e quindi più urla, più parole … più ami verbali per avvicinare quell’altro che non sappiamo più ascoltare con orecchie ed occhi
        almeno così mi pare e così che intendevi?”

        Sì Anna, era proprio questo che intendevo 🙂
        Buona settimana a te (quel che ne resta)… ho avuto un paio di giorni “convulsi”, rispondo con lieve ritardo, ma eccomi qui 🙂

  2. è nei bambini che dobbiamo investire tanto
    loro sono il nostro futuro
    la nostra memoria
    per ogni piccolo seme
    che attecchisce la speranza dell libertà diviene possibile

    abbracci
    lu

  3. oh si si Lu carissima … condivido questo tuo modo di vivere il futuro attraverso chi lo abiterà

    ed anche l’obbligo attuale di costruire un futuro caldo ed accogliente per chi lo abiterà, cominciando proprio dai pensieri

    ti abbraccio 🙂

  4. …adesso che mi ci fai pensare…anche in dialetto reggiano si dicono alla stessa maniera libro e libero….leber…

    Comunque anche a me fanno rabbrividire le statistiche di lettura in italia…..e purtroppo se ne vedono le conseguenze…..
    Ciao
    Andrea

    • ah ecco ecco vedi, quindi il mio azzardo era con buona probabilità errato

      allora mi sa che cerco nel latino l’origine della unicocità di parola per i due concetti e chissà ancora da dove loro derivarono questa unione

      ciao andrea buona settimana
      anna

  5. Un libro chiuso, dimenticato, abbandonato a sé stesso, è tristemente imprigionato
    Oggi è pur vero che si legge poco, ma è altrettanto vero che non ci sono più autori veri
    Tante librerie hanno sugli scaffali autori che vanno di moda e, a parer mio, diversi fanno proprio
    pena.
    Un abbraccio
    Mistral

    • ben descritta la condizione dei libri chiusi … imprigionati nel nulla, negati nella loro essenza in attesa di un futuro che saprà dar loro vita

      tempo fa ho discusso a lungo con una amica, mi diceva che buttare un libro è un delitto … non condivido questa affermazione, per me è peggior delitto conservare libri inutili, vuoti, diventa un riempirsi di modi di dire, di scattole vuote, di scelte d’apparenza …
      io scelgo con cura i libri che fanno parte della mia vita e del mio spazio, devono essere l’estensione di tutto quello che non riesco a trattanere in memoria e che possono intrecciare il mio vivere in qualsiasi momento
      ci tengo ad avere una vita bella, che mi servono libri stupidi?

      quindi si … condivido mistral, spesso si trovano testi di moda a portata di libraio, a che pro???

      un abbraccio mia cara

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