43 commenti su “Landays afgana Pashtun

  1. Non conoscevo questa tipo di poesia. Ed è una “scoperta” che vale molto, mi piace.
    Questi versi, quelli che hai riportato, sono di una forza incredibile… in pochi versi descrivono voragini di orrore. Almeno ai miei occhi tale è.
    Da leggere, sicuramente.
    Buon fine settimana, Anna
    Un abbraccio

    • sconosciuta anche per me … quanto può la rete …

      cara, ti volevo chiedere un nome, ricordo che su agorà avevi fatto un post sul potere terapeutico della poesia, citando uno studioso.
      La mia ingenuità mi fece credere nell’eternità degli archivi e non mi presi nota, pensando di averlo tracciato li da te …

      mi pare fosse un religioso, forse calabrese … o forse nessuna di queste due tracce sono verosimili …

      per caso hai memoria?

      nel caso: grazie

      mi ero riprosta di leggere di più sul suo pensiero, ma rinvia rinvia … ora mi resta solo la curiosità di saperne di più

      un abbraccio Francesca cara, buon fine settimana anche a te 🙂

      • Del potere terapeutico della poesia ne ho parlato varie volte.
        Ora non ricordo esattamente a quale dei post ti riferisci tu, ma non mi torna in mente alcun religioso e alcun calabrese.
        Se ti va bene, posso scrivere qui quel che penso sull’argomento che, se fosse possibile comparare con quello che scrissi anni fa, sicuramente risulterebbe diverso, perché io son diversa. Diverso ma uguale nel nocciolo, nel significato.
        Come in tutte le arti, anche nella poesia l’espressione del Sé contribuisce a liberare emozioni altrimenti represse o non esprimibili. Per diventare terapia intesa nella sua accezione scientifica, tuttavia, la poesia avere dei canoni stabiliti e, comunque, fa parte di un percorso terapeutico più ampio.
        In ogni caso, e come nell’esempio della Poesia Landays, mi sento di poter affermare che comporre dei versi, atti a raccontare qualcosa – come dicevo prima – altrimenti inesprimibile, da la possibilità di entrare in una relazione dialogica tra se stessi e una situazione (o persona) che provoca dolore e sofferenza: in questo contesto simbolico e immaginativo, le parole , attraverso l’attività poetica, ricuciono il contatto con il mondo e permettono di risolvere in positivo emozioni negative.

        Non c’entra nulla con il valore terapeutico della poesia…. o forse sì :)… ma ti lascio il pensiero di E. Montale (a me sembra scritto per commentare il tuo post 🙂 )
        “Ritengo che anche domani le voci più importanti saranno quelle degli artisti che faranno sentire, attraverso la loro voce di isolati, un’eco del fatale isolamento di ognuno di noi. In questo senso, solo gli isolati parlano, solo gli isolati comunicano; gli altri – gli uomini delle comunicazioni di massa – ripetono, fanno eco, volgarizzano le parole dei poeti, che oggi non sono parole di fede, ma potranno forse tornare ad esserlo un giorno”.

      • credo che già questo tuo scritto sia più che ricco di spunti per ragionare su quanto avevo in mente
        l’autore, riemergereà dalla memoria, se poi servirà … altrimenti pazienza.
        Intanto grazie, grazie veramente … anche perchè citi Montale, contestualizzandolo magnificamente … e ti dirò tengo sempre a portata di mano le sue raccolte, per me sono state iniziatiche alla poesia, quando da bimba leggendo i suoi versi scoprii che si può far passare le emozioni attraverso le parole senza mediare con la descrizione, rimasi folgorata
        e li si … il potere terapeutico della poesia

        grazie ancora

  2. …ne sono stata toccata anche io in profondità…vorrei tanto che queste Donne potessero essere davvero libere….lo saranno mai?

    come te voglio provare a crederci…
    ti abbraccio cara

    lu

  3. Mia cara,
    finalmente qualcosa si muove in questo ambito, tempo fa scrissi una poesia ispirata sì dalla condizione in cui vivono queste donne, ma anche perchè noi che viviamo in una cosidetta società libera siamo ugualmente schiave: di pregiudizi, di un’educazione repressiva, e della poca considerazione che i signori uomini hanno del nostro “cervello”, e troppe sono le cose che ci rendono poco libere…ecco mi sono identificata appieno nel burqa anche se il nostro è diverso c’è ugualmente…

    Io Prigioniera

    Sotto un burka

    Il profumo dei fiori
    e dei frutti
    gli aromi dei cibi
    si mescolano
    con il mio odore.

    L’inevitabile lezzo
    che il pesante mantello
    raccoglie e trattiene
    è perenne offesa
    per le mie narici

    La visione
    del mondo circostante
    è a scacchi
    Qui…
    mi ha relegata
    il resto dell’umanità,
    testimone muta di nefandezze
    al di là dei veli

    Basta! Ora …
    ungerò il mio corpo
    di balsamo e profumo,
    scioglierò i miei capelli
    e nuda…
    mi offrirò
    al bacio del sole appena sorto
    mi bagnerò
    alla rugiada del mattino
    e come fiore
    la carezza del vento
    asciugherà la mia pelle

    E danzerò
    E canterò
    E griderò
    la libertà che è mia
    E per un’alba così
    io morirò.

    • grazie Frantzisca,
      le tue parole sono delicate nell’individuare una violenza che uccide l’animo di tantissime donne, ma anche uomini seppur loro inconsapevoli nell’illusione di superiorità.
      Come hai ben scritto in forme altre anche qui in occidente e per fortuna se ne parla, seppur ancora con poca incisività.
      La tua poesia, meravigliosa poesia, con la netta delicatezza toglie ogni scusa all’ipocrisia culturale, mostrando la crudezza dell’offesa, sopratutto all’ignobile consenso che sosteniamo lasciando soli chi vive la grata.

      mi sento male quando vedo l’immagine di un burqa, una morsa nera mi chiude il pensiero sino a percepire un respiro soffocato

  4. scusami nella foga della mia “invasione” non ti ho detto quanto mi sia piaciuta la tua proposta, è bello arricchire il proprio bagaglio con cose sconosciute, l’illustrazione è certamente tua, è bellissima, quanto di bello c’è al di là…terribile agli occhi prigionieri percepirne solo le frantumazioni e mai l’insieme della bellezza.
    Un abbraccio

    • il mio abbraccio riconoscente per il tuo preziosissimo apporto, grazie Frantzisca!

      … percepire un mondo frantumato sapendo che basterebbe togliere la grata … terribile

  5. Di poesia non me ne intendo molto. Mi soffermo solo a recepire quello che può trasmettere. Perchè se una poesia è intensa e viene narrata a voce, anche un sordo riesce a riconoscerne il linguaggio. Molto significativa anche l’opera che proponi a conclusione post.
    Un sorriso per una serena giornata.
    ^____^

  6. …molto bello il tuo lavoro grafico…suggella in maniera perfetta il tuo post….
    …che dire…è dura sradicare il maschilismo della società moderna, è una lotta che deve essere condotta assieme, ma che non può transigere da un modello preciso di cultura scolastica, l’unica che può sbriciolare l’educazione famigliare, vera sorgente virale del problema…non a caso in afghanistan adesso le donne non vanno a scuola….ed evidentemente ai maschi non viene propinata la giusta educazione…
    Argomento complicato…..pieno di responsabilità….
    Buon fine settimana Anna.
    Andrea

  7. In attesa di un tuo ritorno anche su queste colonne, ti ringrazio, di cuore, per le preziose testimonianze che mi hai lasciato. Perle rare e gradite.
    Un sorriso per la settimana.
    ^____^

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